
Alcatraz
“Una corazza di acciaio e rame che racconta resistenza e libertà”
Alcatraz sembra il risultato di una lunga evoluzione avvenuta tra officine abbandonate e fondali profondi. La sua presenza è dominata da una struttura di acciaio recuperato, arricchita da tubazioni, ingranaggi, molle e componenti industriali che si intrecciano come un sistema nervoso meccanico. Fin dal primo sguardo emerge una sensazione di forza trattenuta, come se la creatura fosse pronta a liberarsi da qualsiasi vincolo.
L'elemento più caratteristico è il grande occhio meccanico, costruito attorno a una corona di ingranaggi che richiama immediatamente il mondo delle macchine industriali. Attorno ad esso si sviluppano superfici sovrapposte, piastre metalliche e dettagli tecnici che ricordano una corazza protettiva. La grande mandibola inferiore e le pinne appuntite rafforzano ulteriormente l'immagine di un organismo progettato per resistere.
Il corpo è attraversato da una lunga tubazione in rame ossidato che introduce una nota cromatica calda all'interno della composizione. Questo elemento accompagna lo sguardo lungo tutta la scultura fino alla coda, costruita attraverso una successione di lame metalliche che evocano movimento e potenza.
Attraverso il riciclo creativo, materiali industriali destinati all'abbandono vengono trasformati in una creatura che racconta una storia di sopravvivenza e rinascita. Il nome Alcatraz richiama l'idea della prigionia, ma l'opera parla soprattutto del suo superamento.
È una scultura che incarna resistenza, determinazione e libertà, trasformando la memoria della materia in una nuova forma di energia visiva.
